RECENSIONI


Cicerone

Un romanzo picaresco dell’era spaziale

Ambientato in una Galassia piena di pianeti popolati da una bizzarra fauna di molte specie diverse, “Cicerone” è innanzitutto un raro esempio di fantascienza umoristica: non è un caso se viene sempre citata la “Guida galattica per autostoppisti”, data la seriosità che nel complesso sembra dominare il genere. Ma, a differenza di Douglas Adams, Caterina Mortillaro non piega ai suoi fini narrativi la meccanica quantistica o la cosmologia: riprende, invece, i più consolidati cliché della narrativa popolare (dai romanzi picareschi al feuilleton, fino ai pulp d’anteguerra) rovesciandoli come un guanto e mettendone in burla i meccanismi: improvvisi riconoscimenti, incredibili coincidenze, inverosimili colpi di scena. Il tutto all’insegna di uno scatenato umorismo, accentuato dal punto di vista obbiettivo e disincantato del vero protagonista, Cicerone, il gatto frutto di esperimenti genetici, che dal suo tranquillo angolino tiene d’occhio la situazione e, quando è proprio necessario, interviene per richiamare all’ordine lo sgangherato gruppo di compagni più o meno umani che la sorte gli ha dato come famiglia adottiva. Da gustare anche le improbabili citazioni da trattati accademici, libri di testo e guide turistiche galattiche. Un romanzo davvero per tutti, non solo per gli appassionati di fantascienza.

(recensione comparsa su Amazon di Paolo S. Cavazza, 8 settembre 2017)


Un romanzo veramente originale, con venature classiche!!

Libro ironico, fantasioso e, soprattutto, scritto benissimo. Un umorismo gentile e raffinato, un romanzo alla Douglas Adams che fonde fantascienza e letteratura latina ed in cui, quando lo si finisce di leggere, non si può trattenere la soddisfazione di riconoscersi in certi meccanismi umani, supportati da una forza descrittiva espressa in tinte precise ma delicate. Da non perdere!!

(recensione comparsa su Amazon, Ramiro, 15 febbraio 2015)


Un turbinio di emozioni

Una storia entusiasmante che coinvolge sin da subito il lettore, trascinandolo in giro per mezza galassia. Ho avuto l’impressione di poter interagire direttamente con Cicerone che con la sua storia mi ha avvolto in una tela di intrecci e incontri senza lasciarmi più alcuna via di fuga. Ad ogni passo mi addentravo sempre più nei meandri della trama di questo racconto ricco di colpi di scena, sorprese esplosive e qualche piccolo dramma, senza dimenticare la varietà di creature incontrate lungo la strada!
La storia del gatto Cicerone mi è piaciuta tantissimo, la consiglio vivamente a tutti, agli appassionati di Fantascienza e non, ma anche a chi è solo curioso di sapere cosa ci fa un gatto nello spazio insieme al suo Umano domestico.

(recensione comparsa su Amazon, Seven, 29 novembre 2017)


Molto simpatico

Racconto originale e ben scritto, mai noioso sa mantenere l’interesse del lettore.Apprezzo particolarmente il fatto che questo libro sia adatto a ragazzi sui 12 anni per i quali a mio avviso non c’è molto di particolarmente allettante.

(recensione comparsa su Amazon, Lara, 8 aprile 2016)


Romanzo unico e divertente

Romanzo ideato e scritto molto bene, divertente con particolari che si possono riscontrare nella vita quotidiana, lessico ricercato ma molto scorrevole nella lettura, non cala mai l’attenzione e la curiosità di scoprire tutta la storia.

(recensione comparsa su Amazon, Gianpaolo, 1 luglio 2018)


Divertentissimo

mi sto facendo un sacco di risate 😹

sicuramente la scrittrice ha letto Douglas Adams 😉

(recensione comparsa su Apple store, elPiotr, 11/06/2017)


Scatenata telenovela galattica

Si parla giustamente di Douglas Adams come nume tutelare per questa scatenata telenovela galattica (e anche gattica), ma ho scoperto con piacere che c’è anche tanto Farmer: i temi della religione futura e del sesso alieno sono toccati, più che con sottile umorismo, con allegria e comicità via via crescenti fino allo sfacciato finale, dove si rivelano i trascorsi della protagonista Myrina; ma sullo sfondo, tra l’agnizione di Myrina e Leeira e considerazioni su cosa riescono a fare pseudopodi indiscreti, ci sono considerazioni molto interessanti. 
Per esempio, il futuro di un Cristianesimo ridotto al lumicino, che riesce a tornare religione galattica, quindi “ecumenica” nel pieno senso della parola.. ma quale sarà la sua posizione sul sesso interspecie? Lo scopriremo in un’enciclica di Ben, ovvero papa Benedetto XXIII.

(recensione comparsa su Goodreads, Antonio Ippolito, novembre 2018)


Sulla scia delle più celebri opere di fantascienza umoristica, il libro segue le gesta di Cicerone, per gli amici Ciccio, gatto geneticamente potenziato, che si racconta a una ideale platea felina. Un espediente che rende più simpatico il rovesciamento parodistico della realtà operato nel romanzo: dai grandi topoi della fantascienza più classica ai problemi più peculiari della nostra attualità, tutto finisce per essere visto, analizzato e fatto a pezzi dal felino protagonista.

Seguendo le disavventure di Cicerone, Myrina Cacace, giovane saltimbanco stellare dal difficile rapporto con l’altro sesso, Ben XXIII, buffo erede di un impero religioso scaduto, e tutti gli altri personaggi che si avvicendano, il lettore si trova catapultato nel lontano futuro dell’Era Spaziale, tra rapporti inter-specie, alieni puzzolenti, felini intelligenti, pianeti fantastici, e così via.
Mentre la giovane coprotagonista salta da un’avventura all’altra in cerca di una stabilità interiore, Cicerone non cerca altro che la stabilità di una lettiera e del buon cibo… Il punto di vista del gatto, dalla parlantina ricca di ironia (mi ricorda un po’ il gatto Salem della serie Sabrina… chi è uscito vivo dagli anni Novanta sa di cosa sto parlando!), accompagna ogni disavventura, fornendo quasi un sottotitolo scanzonato all’intera storia e insieme spunti di riflessione distaccata sui problemi che affliggono l’umanità.

Godibilissimo, piacevole da leggere e divertentissimo, risulta particolarmente curato sotto il profilo stilistico e linguistico, mentre caratteri, intreccio e ambientazione si presentano accennati quanto basta a una storia che è votata fondamentalmente a far divertire, senza far prestare troppa attenzione a quel che vi accade. Per questo motivo mi sembra anche particolarmente indicato a un vasto pubblico non specializzato, da quello giovanissimo ai non amanti del genere fantascientifico. D’altra parte, la trama si rivela fin troppo esile, giusto un’accozzaglia di disavventure assurde senza alcuna precisa direzione; un po’ più di sostanza non avrebbe guastato.

http://www.lastambergadeilettori.com/2015/09/cicerone-memorie-di-un-gatto.html?m=1


Bollywood Babilonia

Un noir attuale e coinvolgente

Caterina Mortillaro, insegnante e antropologa culturale, è più nota come scrittrice di fantascienza: è stata finalista al Premio Urania Short 2018 e ha pubblicato il romanzo “Cicerone – Memorie di un gatto geneticamente potenziato”, un raro e riuscitissimo esempio di fantascienza umoristica italiana. Con “Bollywood Babilonia” dimostra la sua versatilità cimentandosi in un noir con aspetti decisamente inconsueti. La storia attuale e coinvolgente, i personaggi ben delineati, l’ambientazione insolita descritta in maniera acuta e spesso pungente, grazie alla sua esperienza personale in India, la scrittura solida e senza digressioni, lo stile sobrio ed efficace, sono tutti elementi che contribuiscono a un’opera notevolmente originale. Anche il finale sorprende il lettore, lasciando intravedere questioni che vanno ben al di là della narrativa poliziesca più convenzionale.

(recensione comparsa su Amazon, Paolo S. Cavazza, 14 febbraio 2019)


La recensione di C-Side Writer

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

Eccoci finalmente a parlare del libro vincitore del contest delos passport 2018. Che CSide Writer e il suo curatore siano particolarmente legati alla collana Passport non è un segreto, che questa collana proponga storie e autori di alta qualità nemmeno. Una collana che racconta storie dal mondo, e M. Caterina Mortillaro ci porta nell’India dei contrasti, nell’India delle caste, nell’India dei pregiudizi religiosi e in una Bollywood viziosa dove indagare su un delitto è tutt’altro che cosa semplice. Caterina è giornalista, traduttrice e antropologa esperta di cristianesimo e di India, e questa sua preparazione si può godere appieno nella storia che racconta. Perché un conto è sentir parlare di India, un conto è conoscerla e riuscire a descriverla con cognizione di causa. I contrasti fra le caste, i pregiudizi di genere, le intolleranze religiose. Indagare in un contesto come questo è tutt’altro che semplice per il vice commissario Ashit, sopratutto se la vittima è la stella del cinema Mahi Kapoor. Un giallo d’investigazione, un giallo che però s’inserisce nei tratti etnici e antropologici di un paese che noi occidentali possiamo solo immaginare… o leggere in questo libro!

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

La bellezza a volte può essere letale…

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 21

Dio non è contenuto in una statua…”

Tratto da pag. 43

Chi ragiona con l’uccello difficilmente può cambiare.”

https://csidewriter.wordpress.com/2019/03/12/bollywood-babilonia-m-caterina-mortillaro/


Dopo aver letto “Cicerone, Memorie di un gatto geneticamente potenziato”, leggere il nuovo racconto di Mortillaro è sorprendente. Non siamo più nell’ambito della fantascienza, anche se l’India conosciuta a fondo dall’autrice e vissuta dal di dentro ha per noi qualcosa di alieno; ma di poliziesco, o meglio un noir, visto il livello di torbidità degli ambienti narrati. Sullo sfondo di un’India più che mai divisa tra antiche tradizioni e adesioni a modelli occidentali, un feroce delitto a sfondo sessuale scuote l’ambiente cinematografico: la bellissima Mahi Kapoor è stata uccisa in circostanze del tutto compromettenti e ambigue; soprattutto considerando lei e il marito erano due noti convertiti al cristianesimo e stavano lavorando a un film che narrava in metafora le persecuzioni che gli indiani subiscono in India, attirando così le ire del BJP, il Partito Nazionalista Indù. Motivazioni politiche? Sessuali? L’indagine è affidata a un terzetto onesto anche se mal assortito: il commissario Khan, musulmano e cinico; il suo giovane vice Ashit, induista e idealista; Rani, giovane poliziotta rifilata loro come assistente e disprezzata in quanto donna e per di più attraente, anche se competente, che però conserva un filo di ambiguità.. l’ambiente degli attori si rivelerà un verminaio; Ashit riuscirà a mantenere la testa sulle spalle evitando che del delitto venga incolpato uno dei “soliti sospetti”; addirittura, da vero cavaliere bianco, saprà ignorare un amore sincero ma sensuale per inseguirne uno puramente ideale..Il finale è a sorpresa e ci lascia pensare a possibili sèguiti: il nostro Ashit ha ancora un lungo percorso davanti.Un racconto intenso, ricco di osservazioni sull’India; una trama intricata che si consiglia di gustare in un’unica seduta. Forse non sarebbe stato male dettagliare di più certi passaggi, ma densità e concisione sono qualità rare. Sarebbe utile un glossario di termini a inizio libro: così, leggendo “hijra”, non avrei pensato alla fuga di Maometto alla Medina, quando invece questo termine indica un transessuale!

(recensione comparsa su Goodreads, Antonio Ippolito, gennaio 2019)


Bello questo racconto lungo di Caterina Mortillaro. Buona l’ambientazione, la trama ed i personaggi, che rendono la lettura coinvolgente e scorrevole. Ho trovato però affrettata la chiusura della storia. Il testo avrebbe meritato uno sviluppo maggiore, dato che la vicenda avrebbe permesso almeno una quanrantina di pagine in più, per meglio arrivare alla conclusione descritta dall’autrice. Comunque un bel racconto.

(recensione comparsa su Goodreads, Luca Cresta)

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