LETTURE

21 ottobre

Questo è l’incipit di un racconto inedito. Per andare avanti a leggerlo dovrete aspettare che venga pubblicato… Intanto vi ricordo che tutti i diritri sono riservati. Copyright M. Caterina Mortillaro

Ci hanno chiesto spesso, a noi che c’eravamo, a noi che abbiamo visto coi nostri occhi, che cosa ci è rimasto maggiormente impresso di quella notte in cui tutto ha avuto inizio. Ognuno ricorda un dettaglio. È il meccanismo della mente umana. Sono come ancore, direbbe Alex, o forse ganci a cui appendere i ricordi. Una donna, per esempio, ha detto che, per lei, la cosa più indissolubilmente legata a quel ventuno di ottobre è la vaniglia. Aveva fatto un dolce quel pomeriggio. Oggi non ne sopporta neppure l’odore.

Un ragazzo rammenta, invece, quel paio di scarpe tanto desiderate, ricevute per il compleanno. Era andato a dormire sognando il momento in cui, il giorno dopo, le avrebbe sfoggiate a scuola. Sperava così di accedere al ristretto circolo dei ragazzi fighi, di non essere più preso in giro. Il mattino dopo il pensiero dei compagni, della rivalsa, persino della scuola era stato spazzato via.

Due ragazzi avevano deciso di fare l’amore per la prima volta quella sera. Si erano incontrati nella casa lasciata libera dai genitori, in viaggio a Parigi. Il cambiamento li ha sorpresi nudi, abbracciati e impacciati. Una prima volta memorabile, non c’è che dire.

Anche io ho i miei ricordi di quel ventuno di ottobre. È come se ciò che è accaduto li avesse fissati con forza, come se quei lampi, che hanno abbagliato tutti noi, avessero impressionato la pellicola della mia mente. Ma se proprio insistete per sapere qual è l’equivalente, per me, del profumo di vaniglia, credo che vi risponderò: l’autunno. Fino ai pochi giorni prima, infatti, ci eravamo potuti illudere che non sarebbe mai arrivato. Faceva caldo e le foglie cadevano rade, quasi timidamente. Effetto serra. Tropicalizzazione, avrebbe detto Robbie, il mio ex marito. Ma quella sera, tutto d’un tratto, se ne sentiva la presenza incombente. L’estate era alle spalle, avvizzita come una vecchia tutta d’un colpo. Un’epoca era finita e ne iniziava una nuova.

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